samaritano“Non c’è in una intera vita, cosa più importante da fare, che chinarsi, perché un altro, cingendoti il collo, possa rialzarsi” (S. Pintor)

La pastorale della salute è la presenza e l’azione della chiesa finalizzata all’evangelizzazione del mondo sanitario attraverso l’attualizzazione della presenza sanante e salvatrice di cristo. Essa si realizza ponendo a disposizione dei malati e di quanti ne prendono cura, l’apporto di una calda umanità, la luce della fede e gli strumenti della grazia, promuovendo e difendendo la vita e ola salute, sensibilizzando la gente hai problemi e bisogni di chi soffre, accompagnando gli uomini nella ricerca di risposte hai grandi interrogativi posti dal vivere, soffrire e morire

Direttore: Don Andrea Campisi
Segretario: Teresio Cerini

Recapiti: Curia Vescovile
P.za duomo, 33
29100 Piacenza
tel 0523 308333

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Elenco dei cappellani a servizio delle strutture pubbliche e private

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Storia dell’ospedale “Guglielmo da Saliceto”

Durante il medioevo sul territorio della diocesi di Piacenza esistevano numerosi ospizi, ospitali e xenodochi. Trentadue furono quelli che concorsero con i loro beni alla fondazione dell’Ospedale Grande Piacentino.
Il processo di ammodermento delle strutture ospedaliere prende corpo nel corso del XV secolo, quando la scarsità dei mezzi economici e le nuove idee scientifiche che si vanno formando rendono conveniente riunire i piccoli, e spesso ormai fallimentari “ospedaletti”, in un’unica grande struttura ospedaliera.
La riforma era particolarmente voluta dai Vescovi, i quali avevano il dovere di sorvegliare, assieme con gli Anziani del Comune, l’amministrazione di questa miriade di luoghi.
A Piacenza l’opera di riunificazione inizia nel 1471 e termina l’anno seguente, quando Papa Sisto IV riconosce, con lettera apostolica dell’8 ottobre, la validità giuridica di quanto il Vescovo Campesio aveva compiuto.
Il 21 luglio del 1472 furono nominati i primi quindici rettori del nuovo ospedale, che entrarono in carica il 16 agosto.
Ben presto iniziarono i lavori di edificazione, usufruendo in parte dell’antico monastero di santa Vittoria, il cui chiostro è ancora presente all’interno del nucleo originario dell’ospedale.
Il Ripalta (che fu il primo Direttore del nosocomio) nei suoi annali lascio scritto: “Il giorno 27 settembre (ore 7° e 10°) … si da principio al grande ospedale disegnando e squadrando…”; e in data 6 ottobre scrive: “…si fabbrica con fervore e gioia di tutti…”.
L’ospedale resta sostanzialmente invariato nella sua struttura originaria (salvo alcuni parziali ampliamenti e ristrutturazioni settecentesche) fino al 1810. Infatti, dopo la soppressione napoleonica dei conventi, nel 1817 il governo parmense assegna agli Ospizi Civili di Piacenza la proprietà del monastero olivetano di San Sepolcro, e l’anno dopo fu congiunto all’ospedale. Agli inizi del XX secolo il nosocomio si ampliò nelle sue forme attuali. Nel 1994 è avvenuta l’apertura del “polichirurgico”. Successivamente è stato costruito il padiglione delle Malattie Infettive.

Che cos’è la cappellania

Il significato di “Cappellania” con l’aggettivo “ospedaliere” è stato usato per la prima volta nel docuemnto della chiesa italiana nel 1989. Nella nota della consulta nazionale CEI per la pastorale della sanità, viene detto che la cappellania ospedaliera  “è l’espressione del servizio religioso prestato dalla comunità crisitiana nelle istituzioni sanitarie. E’ composta da sacerdoti cui possono essere aggregati anche diaconi, religiosi e laici”.

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